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Estrattori di succhi


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Per chi si è avvicinato al mondo dell’alimentazione salutare di sicuro si è dovuto confrontare con la presenza di un nuovo strumento/elettrodomestico per l’appunto l’estrattore di succhi. Chiarisco subito che non si tratta di un frullatore, ne tantomeno di una centrifuga che per definizione stessa del nome mediante delle microlame cerca di separare il succo degli alimenti dalle fibre che li compongono sfruttando appunto la forza centrifuga. Questi strumenti non riescono ad estrarre in proporzione molto succo (nutrienti) e questo spesso contiene un quantitativo di fibre elevato. Bisogna altresì riconoscere che vi sono centrifughe di elevata qualità che potrebbero essere equiparate come risultato agli estrattori di fascia bassa cioè quelli più scadenti. Oggi il marketing è dominante nella nostra società e spesso a proposito di estrattori si sente descriverli come “estrattore di ultima generazione”. Queste frasi il più delle volte hanno l’unico scopo, pur descrivendo caratteristiche reali, di indurre il potenziale cliente a prendere una decisione conclusiva e ad effettuare l’acquisto. Se un estrattore è di ultima generazione, lo è magari per un fatto cronologico ma non è detto che la sua capacità di estrarre il succo sia migliore di altri modelli o migliorata rispetto ad un modello della stessa ditta che lo ha preceduto, magari nel vecchio modello le plastiche con cui era costruito non rispettavano le attuali normative vigenti (libere dal rilascio di Bisfenolo A per esempio) e questa caratteristica seppure è migliorativa del prodotto in generale, al contempo non ha migliorato la sua efficienza di estrazione del succo.

Un altra qualità che spesso viene evidenziata valorizzandola è quella dei giri/minuto della macchina, magari specificando che sono inferiori rispetto al precedente modello o rispetto ai modelli della concorrenza. La riduzione dei giri al minuto, certamente è importante per evitare di riscaldare gli alimenti e dunque per preservare la quota di enzimi vivi presente nel succo, ma vi posso assicurare che i modelli precedenti con qualche giro/minuto in più, in ogni caso non surriscaldavano il cibo in modo significativo e qualche giro in meno non ha aumentato in modo significativo l’estrazione di nutrienti dagli alimenti.

Un’altra caratteristica di cui spesso si sente parlare è l’ampiezza dell’imbocco per “alimentare” l’estrattore, piccolo o ampio che sia, questa caratteristica modifica solo la necessità di spezzettare più o meno gli alimenti da cui estrarre il succo, ma anche questa volta non avremo un succo migliore. Un altro elemento che spesso viene pubblicizzato è la facilità di pulizia di un modello rispetto ad un altro, di sicuro questo è un criterio che deve entrare nelle considerazioni prima di effettuare l’acquisto ma questa caratteristica seppur utile non ci darà anche questa volta un succo migliore.

Come si può facilmente vedere il marketing è una subdola e serpeggiante azione di convincimento diretto e molto più spesso indiretto ad effettuare acquisti che molto spesso non rispondono alla fatidica domanda “Questo strumento risponde alla maggior parte delle mie esigenze prioritarie?” per tale motivo bisogna stare sempre molto attenti con occhi ed orecchie ben aperti anche nel mondo dell’alimentazione salutare che di per sé non è sempre sinonimo di onestà e purezza di intenti.

Consiglio sempre di fare una lista delle proprie esigenze prioritarie specie nell’ambito della salute personale o dei propri cari e di evidenziarle man mano che si raccolgono dati circa le caratteristiche dello strumento più utile per il nostro caso.

Desidererei che si tenesse sempre bene in mente l’obiettivo principale che in questo caso è quello di ottenere l’estrazione del succo da un vegetale separandolo nella maniera più efficace possibile in termini di contenuto di nutrienti, dalla sua parte fibrosa (scarto) che dovrà dunque risultare meno “umida” possibile.

Vediamo adesso di fare una breve descrizione delle caratteristiche peculiari che dovremmo richiedere ad un estrattore al fine di ottenerne un succo migliore possibile. Le caratteristiche di un estrattore variano da un modello all’altro principalmente per la modalità di progettazione/costruzione, vediamo cosa esiste attualmente sul mercato:

  • Estrattore con estrazione in due fasi: triturazione (fase 1) e pressione (fase 2).
  • Estrattori con doppio albero e doppia coclea orizzontale con un’unica fase di estrazione.
  • Estrattori con una sola coclea orizzontale con un unica fase di estrazione attivabili a mano mediante l’uso di una manovella (pochi modelli in commercio) oppure elettrici la maggior parte dei modelli disponibili.
  • Estrattori con coclea verticale con un unica fase di estrazione esclusivamente elettrici.

Cercherò adesso di guidarvi in modo semplice e spero chiaro in questa giungla di definizioni, partiamo dalla prima tipologia:

Estrattore con estrazione a due fasi: triturazione (fase 1) e pressione (fase 2)

questo modello è stato messo a punto da Norman Walker (negli anni 40 del XIX secolo) il quale fece molti esperimenti a tal proposito ed arrivò a concludere che triturando gli alimenti a bassa velocità senza aumentarne le temperature (Fase 1) ne otteneva una purea, che contestualmente viene riposta in un panno-filtro in tessuto molto fitto e resistente. Nella Fase 2 il sacchetto filtro contenente la purea, viene sottoposto ad un’elevata pressione mediante la pressa idraulica che affianca il trituratore. A tutt’oggi questo metodo in quanto a quantità e soprattuto qualità del succo estratto, è rimasto insuperato.

Estrattore con doppio albero e doppia coclea orizzontale con un’unica fase di estrazione

in questa tipologia di progetto gli alimenti vengono “masticati” dai due alberi a cremagliera che si intersecano fra loro come ingranaggi e poi il prodotto di questa “masticazione” viene convogliato in due coclee terminali separate che mediante filtri metallici ottengono l’estrazione del succo. Risulta ottimale l’estrazione del succo.

Estrattore con una sola coclea orizzontale con un unica fase di estrazione

In questa tipologia la funzione di triturazione ed estrazione è riunita in un unico passaggio della coclea, l’estrazione più o meno efficace dipende da come è stata disegnata la coclea e dalla forza del motore trasmessa alla stessa e dalla trama del filtro, per questo motivo nei modelli di fascia alta si ottengono risultati accettabili in quelli di fascia bassa si potrà osservare una maggior presenza di scarti umidi con una minore capacità estrattiva.

Estrattore con coclea verticale con un unica fase di estrazione esclusivamente elettrici

In questa tipologia la coclea viene posizionata verticalmente al di sopra del motore che la attiva, anche in questo caso come nei modelli orizzontali a coclea singola la funzione di triturazione ed estrazione è riunita in un unico passaggio della coclea e l’estrazione più o meno efficace dipende da come è stata disegnata la coclea e dalla forza del motore trasmessa alla stessa e dalla trama del filtro.

Queste ultime due tipologie di modelli pur essendo quelli maggiormente diffusi sul mercato, hanno una capacità di estrazione del succo inferiore (con varie differenze da modello a modello) rispetto alle due tipologie precedenti.

Con un piccolo stratagemma anche chi possiede un estrattore meno efficiente può ottenere succhi di elevatissima qualità, vediamo come.

L’obiettivo che ci siamo posti, cioè quello di ottenere un succo di maggior qualità nutrizionale possibile può essere raggiunto utilizzando anche estrattori a singola coclea (orizzontale), associando ad essi l’uso di una pressa idraulica manuale o torchio idraulico, in questo modo si esegue l’estrazione in due fasi, nella prima si sfrutta la capacità di omogenizzazione degli estrattori monococlea e nella fase successiva la purea ottenuta viene pressata dentro appositi filtri in tessuto molto resistente. In questo modo probabilmente si allungheranno un pò le tempistiche di estrazione del succo, ma ne sarà di gran lunga migliorata la sua qualità nutrizionale.

Tratto dal libro xxxxxx del Dott. Domenico Battaglia

 

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