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Oncologia e nutrizione


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Il cancro ha origine con un danno al DNA , senza questa premessa il cancro non si svilupperebbe. Vediamo insieme quali sono le cause comuni di danno al DNA e come una corretta nutrizione si riveli essere un potente alleato al nostro fianco.

Attacchi al DNA

Dobbiamo sottolineare che il danno al DNA è normale, ma continuamente monitorato e tenuto sottocontrollo da alcuni meccanismi quali l’apoptosi. Tutto ciò evita l’accumulo di danni al DNA. Solo quando una cellula rifugge i controlli si trasforma in una potenziale cellula cancerosa. E’ importante conoscere le cause per motivare dei cambiamenti.

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Alcuni motivi hanno a che fare con la dieta. Altri no. Vediamoli insieme:

  • Tabacco
  • Inquinamento ambientale
  • Pesticidi
  • Luce ultravioletta e radiazioni
  • Stress Ossidativo
  • Infiammazione cronica
  • Agenti infettivi (virus, batteri, parassiti)
  • Eccesso calorico e/o  eccesso di grassi
  • Ammine enterocicliche (generate da carni cotte alla brace o comunque con calore molto forte)
  • Carni affumicate, processate, trasformate, salate
  • Un composto chiamato N-nitroso (contenuto negli insaccati, e carni conservate in generale)
  • Aflatossine (possono svilupparsi nei cereali e nei legumi)
  • Perdita del controllo della crescita cellulare e della stabilità del genoma
Elica di DNA associata all'immagine di un contenitore con insalata

La nutrizione incide sulla salute del DNA

3 vie principali

In breve 3 sono le vie dove il danno al DNA porta al cancro:

  • Perdita della regolazione della crescita e dell’apoptosi.
  • Perdita dei geni che proteggono l’integrità cellulare e attivano la riparazione cellulare.
  • Una esagerata espressione dei geni che promuovono la normale crescita cellulare.

Torniamo ora alla nutrizione oncologica: dobbiamo intanto distinguere una dieta per prevenire il cancro da quella utilizzata durante il trattamento dello stesso.

Nutrizione in oncologia per la riduzione del rischio di tumore

In questa fase andremo ad enfatizzare quei principi dietetici le cui evidenze scientifiche mostrano efficaci nella prevenzione dei più comuni tumori. Il nostro focus dunque sarà prevenire la fase di iniziazione del cancro.

Diete ad alto contenuto di frutta e verdura e con un basso profilo calorico sono riconosciute valide in tutta la comunità scientifica.

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Altri fattori invece come lo studio di alcuni micro o macro nutrienti in particolare sono difficili da inquadrare perché la letteratura a nostra disposizione è ricca di risultati poco chiari oltre che difficili da riprodurre.

Come mai oggi non riusciamo ad ottenere risultati soddisfacenti? La risposta è semplice e complessa al tempo stesso: nuove tecnologie ci permettono di fare assessment del genoma, metaboloma, e la flora batterica intestinale. I risultati di questi studi vanno ad identificare e fotografare le differenze che ci contraddistinguono nell’abilità , ad esempio, di usare e beneficiare di diversi nutrienti.

Queste variazioni possono essere ereditate o acquisite e possono funzionare in direzioni opposte. Con questo quadro in mente capiremo che un approccio dietetico valido per una persona potrebbe risultare inefficace per un altra se non addirittura dannoso.

Alcuni tumori posso essere fatti risalire ad un singolo difetto genetico e permettono cosi di essere trattati attraverso il targeting, con un farmaco specifico. Si pensa che essi dunque non abbiamo a che fare con la nutrizione.

Altri tumori invece, molto comuni come prostata, seno, colon tra i tanti, non mostrano un problema genetico singolo simile. Invece essi sono contraddistinti da un complesso set di mutazioni (molti dei quali non conosciamo l’effetto sul metabolismo) e le evidenze suggeriscono che farli rientrare è possibile!

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Nutrizione e oncologia: la dieta come potente alleato

La dieta può giocare un ruolo chiave nel lungo processo di carcinogenesi, durante gli anni della progressione del tumore, per intervenire sui processi di crescita cellulare e significativamente ridurre il rischio di ritrovarsi con uno stadio avanzato di tumore.

In ogni momento di questo processo cosi come in stadi precedenti, le abitudini alimentari posso essere di fondamentale aiuto.  Sia la restrizione calorica, sia il digiuno a intermittenza possono inibire potentemente e in modo consistente l’iniziazione e la progressione negli animali e in tanti tipi di tumore.

I micronutrienti ed elementi bioattivi dei cibi possono agire migliorando la riparazione del DNA e riprogrammando l’apoptosi.

Immagine di broccolo che con guantone da box colpisce e rompe una cellula tumorale

La dieta corretta non solo per prevenire, ma anche per curare

La Nutrizione durante il trattamento oncologico.

Una volta che il cancro si è sviluppato dove èclinicamente rilevabile, la nutrizione può e deve essere usata come base di qualsiasi trattamento e a supporto dello stesso dove si potrà migliorare la qualità della vita e la sopravvivenza.

Una dieta per tutti non esiste, una dieta per ogni tipo di cancro non esiste. Ogni caso andrà valutato come il risultato di molte variabili e dunque come unico.

Ogni cancro ha inoltre delle vulnerabilità idiosincratiche metaboliche. L’organo di origine predice solo in parte il comportamento del tumore e la sensibilità’ ai farmaci.  Infatti, due  pazienti con cancro alla prostata non hanno la stessa malattia.  Questo perché il cancro  evolve nel tempo, rispondendo costantemente a cambiamenti del suo micro-ambiente con mutazioni adattive e modifiche epigenetiche.

Tipico il caso di un cancro che diventa “resistente” mentre precedentemente aveva risposto bene al trattamento.  Gli oncologi oggi affrontano questo problema ruotando i farmaci o combinando più farmaci insieme durante la malattia. Questo approccio suggerisce che anche la dieta andrebbe cambiata e modificata nel tempo.

Queste ipotesi però non sono state ancora testate. Durante il trattamento la dieta comunque resta una colonna portante per sostenere la terapia e minimizzare gli effetti collaterali. Dobbiamo aggiungere per onor del vero che in molte università ora stanno elaborando terapie alternative ai farmaci tradizionali con risultati non ancora accettati dalla comunità scientifica ma indubbiamente efficaci e notevoli.

La Nutrizione nella Sopravvivenza

Durante il periodo seguente alla terapia oncologica, la nutrizione dovrebbe supportare uno stato di salute privo di attività tumorale e al contempo prevenire la morte dovuta ad altre problematiche degenerative come la malattia cardiaca, il diabete, e altri tipi di cancro.

I suggerimenti nutrizionali devono essere quanto più possibile individualizzati tenendo anche conto di attività fisica, il processo fisiologico dell’invecchiamento e visto che la tecnologia lo permette, anche di variazioni genetiche che possono giocare un ruolo nei bisogni nutrizionali.

Manuela Iuliano, MS

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