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Nutrizione


“Immaginate un farmaco che possa curare nel giro di pochi giorni o settimane una malattia fatale usando dosi ridotte, senza tossicita’, e con garanzia di successo al 100%. Tale farmaco non esiste e probabilmente non esistera’ mai MA questo e’ il potere e il potenziale dei nutrienti! Essi funzionano all’interno di una necessita’ genetica ed evolutiva della cellula per migliorare e facilitare l’ottimizzazione del funzionamento biologico. Essi sono VITALI alla nostra stessa sopravvivenza”.

Un paradigma ormai superato vede la nutrizione come “…l’insieme di processi biologici che permettono la sopravvivenza, la crescita, lo sviluppo e l’integrità di un organismo vivente, sulla base di energie e di nutrienti…”. Oggi nel nuovo millennio abbiamo conoscenze tali da poter riscrivere la definizione perché e’ chiaro che la sopravvivenza non ci basta più, oggi possiamo e dobbiamo aspirare all’ottimizzazione delle prestazioni fisiche e mentali oltre a poter pensare di vivere più a lungo.

Una caratteristica centrale di questo cambio di paradigma nella nutrizione e’ il riconoscimento che non tutti i geni all’interno del genoma umano sono espressi in ogni cellula simultaneamente. Invece l’espressione e’ selettiva al tipo di cellula e ad un particolare ambiente cellulare.  Lo studio che si occupa dell’attivazione delle famiglie di geni che portano alla formazione di varie proteine che regolano poi le funzioni metaboliche si chiama PROTEOMICA.
Eppure viviamo in un periodo storico in cui malgrado la medicina abbia fatto passi da gigante, abbiamo avuto una involuzione dal punto di vista delle malattie degenerative e dunque della qualità della nostra vita.

UN ESEMPIO DEL NUOVO PARADIGMA: NUTRIENTI CHE VANNO OLTRE LA MALATTIA DA CARENZA! 

Il vecchio paradigma della diagnosi e classificazione della malattia in patologie legate ad organi e/o sistemi (corrispondenti alle specialità mediche) perdono parte del loro significato alla luce di una nuova comprensione dei meccanismi alla base delle disfunzioni del corpo umano.   Una malattia può avere diverse cause, ed un fattore di innesco può causare diverse malattie. La malattia cardiovascolare e la malattia celiaca ci offrono un esempio chiaro per spiegare questo concetto.
Riconosciamo infatti la malattia cardiovascolare (CVD) dalla sua patologia: le placche arteriosclerotiche. Ma, lo sviluppo di tali placche possono essere innescate da fattori diversi. Ad esempio l’insulina resistenza, una carenza di folati e iperomocisteinemia infezioni occulte, tossicità da metalli pesanti, dislipidemia ereditata, stress e altri fattori che aumentano l’infiammazione.

La diagnosi e trattamento di ognuna di queste condizioni varia, e il successo della terapia medica si fonda sull’aver fatto una valutazione appropriata dei fattori eziologici coinvolti (e spesso sono multipli). Prescrivere la classica dieta a basso contenuto di grassi e con tanti carboidrati raffinati insieme ad un beta bloccante e statina per la CVD puo’ produrre risultati esattamente opposti alle aspettative, esacerbando il problema di fondo nel paziente con insulina resistenza o mancando completamente il target se abbiamo a che fare con un infezione occulta in un altro paziente. Entrambe sono condizioni precursori che portano in finale al problema cardiovascolare.

Facciamo un esempio per meglio spiegare gli eventi:
Un paziente di 56 anni con una CVD severa, dopo aver subito 2 interventi di angioplastica e un bypass all’arteria coronarica, ebbe un ictus. Con un attenta analisi successiva condotta attraverso le lenti della medicina funzionale fu scoperto un elevata omocisteina (22mmoles/l). Gli venne consigliato un test genetico scoprendo che aveva una mutazione genetica: MTFHR omozigote 677C. Questo SNP (polimorfismo a singolo nucleotide) produce una variante di enzima che richiede una dose straordinariamente alta di folati. Una dieta ad alto contenuto di alimenti vegetali e una buona integrazione sono fondamentali.
Un altro esempio per chiarire sia la metodologia della medicina funzionale sia il problema inerente il nostro sistema di classificazione delle malattie.

Un paziente di 57 anni si descrive in generale in buona salute e pronto a scalare il Kilimangiaro!
Fu pero’ notato dopo una valutazione che prendeva 15 diversi farmaci per: colite, asma, alopecia areata e ipertensione. Quindi era in cura con un medico internista, un gastroenterologo, uno pneumologo e un dermatologo. Tutti loro fecero indubbiamente una corretta diagnosi. Ma indagando con più attenzione i segni clinici e sintomi del paziente attraverso le lenti che comprendevano tutti questi problemi si evinceva uno stato infiammatorio che poi si manifestava attraverso tanti organi e sistemi. Evidentemente gli specialisti non avevano ritenuto l’infiammazione rilevante o forse neanche la avevano considerata. Il loro trattamento dunque si basava solo su una diagnosi rilevante la loro specialità. Attraverso un attenta ricerca fu scoperto che tutto derivava da alimenti contenenti glutine. I test confermarono la diagnosi di malattia celiaca. Nel giro di 6 mesi il paziente riusci’ ad interrompere quasi tutti i farmaci, perse 12kg circa e stabilizzo’ la pressione del sangue. Nessun sintomo di asma, colite e capelli ricresciuti. Un review del 2002 sulla malattia celiaca pubblicata sul “The New England Journal of Medicine” catalogo’ una miriade di malattie che possono essere causate da una sensitività al glutine immuno-mediata incluso ANEMIA, OSTEOPOROSI, MALATTIE AUTOIMMUNI, DISFUNZIONI TIROIDEE, SCHIZOFRENIA E PSORIASI.

Manuela Iuliano, MS

Institute of Functional Medicine
 Hyman, MD; MacDonald Baker, MD; S.Jones, MD