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UOMINI E TESTOSTERONE


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Uno studio condotto con 7000 esami del sangue riporta che più dell’80% degli uomini hanno livelli non ottimali di testosterone. Il Journal of Clinical Endocrinology & Metabolism afferma che: ” 1 uomo su 4 sopra i 30 anni ha il testosterone basso”.

Quali sono i sintomi associati con bassi livelli di T? Leggero stato di affaticamento, letargia, stanchezza, o/e una motivazione “spenta” nel fare le cose quotidiane o i progetti che vorremmo realizzare. Gli uomini infatti contribuiscono fortemente al mercato degli energy drink, cercando di continuo una spinta energetica come la caffeina per sentirsi “normali”.  Altri sintomi del testosterone basso sono l’aumento di peso, specialmente grasso addominale, perdita di tono muscolare, poca resistenza allo sforzo fisico, leggera depressione e cambi di umore.  Naturalmente non bisognerà avere tutti questi sintomi ma ci si potrà riconoscere in qualche aspetto.

La buona notizia, dice il Dott. Kyl Smith, e’ che possiamo migliorare il nostro livello di questo ormone chiave velocemente e  in modo naturale andando dunque a rivitalizzare ogni aspetto dell’essere uomo.  Vedremo cosi’ facendo benefici per la sintesi proteica, miglioramento della densità ossea e della muscolatura, miglioramento dell’umore,  delle motivazioni, delle funzioni cognitive, della memoria, delle performance mentali e della velocità di reazione. Insomma, conclude il Dott. Smith, far sentire un uomo nuovamente giovane, più energetico e vibrante.

Ma gli studi in merito a livelli di testosterone bassi ma considerati normali?

  • Associati a minore autostima, concentrazione e qualità del sonno, leggera anemia e un più alto indice di massa corporea. (oltre a quanto già affermato sopra)
  • Minore desiderio sessuale, funzione, performance e potenza. 
  • Aumentato rischio di morte prematura per malattie cardiovascolari e aumento del rischio di soffrire di un primo attacco ischemico transitorio e ictus. 
  • Aumentato rischio di sviluppare un infiammazione sistemica.
  • Aumentato rischio di sviluppare depressione e perdita di memoria. 

Qual’e’ il livello ottimale dunque sotto il quale non dovremmo spingerci per non incorrere in eventi cardiovascolari in particolare?

Sopra i 550ng/dL 

Interessante notare come in uno studio proprio condotto sui livelli di testosterone ed eventi cardiovascolari, si e’ evinto che  non esiste differenza tra livelli molto bassi e moderatamente bassi ad esempio 340ng/dL oppure  549ng/dL .  Qualsiasi uomo con livelli dai 549ng/dL in giu’ ha avuto lo stesso aumentato rischio di soffrire di un evento cardiovascolare. Solo quando il T superava 550ng/dL il rischio crollava. Studio pubblicato nel Journal of the American College of Cardiology.

Purtroppo come spesso accade tra uno studio nuovo che porta luce su eventi di questa importanza e la sua messa in pratica passa sempre troppo tempo. I livelli infatti generalmente considerati si aggirano tra i 348-1,197ng/dL (LabCorp)

Generalmente durante le analisi del sangue guardiamo il testosterone libero, l’estradiolo e il DHEA-S oltre naturalmente al testosterone totale.  Dobbiamo pero’ sapere che quando interveniamo in modo naturale alzando i livelli di T totale anche gli altri valori si auto-regolano.

Abbiate un po’ di pazienza e diamo uno sguardo innanzitutto al perché il testosterone scende. Quali sono gli “interruttori” che inibiscono il nostro desiderato ormone?

  • Cortisolo: direttamente inibisce la produzione di T attraverso l’espressione della StAR che rappresenta il primo step nella sintesi del T.  L’ipercortisolemia direttamente inibisce la sintesi del T riducendo la sua concentrazione totale e aumentando l’apoptosi nelle cellule Leydig. (Esse sono le cellule che producono il T dunque si compromette la sua biosintesi non solo al momento ma anche a lungo termine). Qualcuno considera gli estrogeni un altro modo per diminuire il T ma essendo la causa primaria, l’aumento del cortisolo non li menzioniamo tra gli “interruttori”. Infatti e’ l’ipercortisolemia ad aumentare la conversione del T in circolo in estradiolo che in automatico fa abbassare il T totale.
  • Insulina: Testosterone e Insulina sono inversamente proporzionali. Livelli alti di insulina sono associati con livelli bassi di testosterone e alti livelli di testosterone sono associati a bassi livelli di insulina. Queso genera un loop negativo, più si va avanti con l’eta’ e più l’insulina alta diminuira’ il T mentre i bassi livelli di T diminuiranno la sensibilità dell’insulina. Cosi’ facendo avremo sempre livelli alti di glucosio nel sangue e il circolo vizioso andra’ avanti peggiorando sempre più il quadro.
  • Stress Ossidativo: La biosintesi del testosterone richiede energia che deriva dalla cosiddetta catena di trasporto degli elettroni (nel mitocondrio). Ogni volta che produciamo energia vi e’ una fisiologica produzione di radicali liberi che va a compromettere innanzitutto il DNA mitocondriale e poi quello nucleare delle cellule dove e’ stata prodotta. Nel nostro caso nelle cellule di Leydig. Possiamo dunque dire che la biosintesi di T aumenta l’esposizione di queste cellule allo stress ossidativo e si crea nuovamente un circolo in feedback negativo.  Cosa serve allora per mitigare e combattere lo stress ossidativo? Vediamolo insieme in una possibile terapia naturale che si occupi di silenziare tutti e 3 questi interruttori.

Step # 1 Adottare una dieta a basso indice glicemico, ricca di antiossidanti. Ricordiamo che insulina e testosterone sono correlati dunque la dieta che controlli i carboidrati semplici e’ fondamentale per non creare nuovamente un forte innalzamento dell’insulina e dunque un relativo abbassamento del testosterone.

Step # 2  Fare esercizio fisico con intensità (HIIT) per aumentare in modo significativo il testosterone. Anche solo 10-15 minuti al giorno per 6 giorni a settimana hanno dato risultati molto apprezzabili in tempi rapidi.

Step #3 Utilizzare una terapia con integratori nutrizionali ad hoc per creare un supporto mirato al cortisolo, complesso aromatase, stress ossidativo. Fatevi consigliare dal vostro nutrizionista di fiducia per scoprire i benefici e i dosaggi opportuni per voi.

Manuela Iuliano, MS

 

 

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