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CONSUMO DI PESCE E MALATTIA CARDIOVASCOLARE


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E’ diffusa da tempo la credenza che mangiare pesce protegga dalle malattie del cuore.  E se guardassimo solo in superficie di tale argomento e’ esattamente ciò che vedremmo: alto consumo di pesce uguale diminuzione malattie cardiache.

Approfondendo il discorso nella letteratura scientifica troviamo che potrebbe non essere il pesce in se il responsabile per una salute migliore.  Ciò e’ stato evidente quando si e’ guardato al consumo di pesce in alcune diete con stile mediterraneo come riportato da un articolo di una review pubblicato sullo  European Journal of Clinical Nutrition:

Il consumo di pesce non e’ positivamente correlato con la mortalità per ischemia cardiaca.  Ciò suggerisce che i fattori dietetici diversi dal pesce come la diminuzione del consumo di carne associato al più alto consumo di pesce o altre differenze di stile di vita sono intervenute aiutando a spiegare la natura salutare della dieta mediterranea.

Dunque e’ stato il minor consumo di carne, e anche il più alto consumo di frutta e verdura, tipici della dieta mediterranea a determinare la riduzione delle morti per malattia cardiaca e non il pesce per se.

L’Oxford Vegetarian Study paragona i vegani, vegetariani e coloro che mangiano carne e la mortalità corrispondente dovuta all’ischemia cardiaca. Vegani e vegetariani mostrano meno mortalità per malattia cardiaca paragonati a coloro che  mangiano carne. I ricercatori hanno inoltre paragonato in modo piu’ specifico il consumo di pesce e hanno trovato che “non si evidenziavano effetti protettivi per il consumo di fibre, pesce o alcol”.

Un altro studio che ha esaminato il consumo di pesce e’ L‘Iowa Women’s Health Study. Nessun effetto protettivo nella malattia coronarica o mortalità da ictus.

Uno studio effettuato su adulti Danesi non ha trovato alcun beneficio nel consumo di pesce per l’abbassamento di malattia coronarica nella popolazione generale anche se non hanno potuto escludere un beneficio per coloro a rischio di malattia cardiaca.(4

Infine in un altra review nello European Journal of Clnical Nutrition esaminando 116,764 individui hanno trovato risultati non omogenei. Gli investigatori hanno concluso quanto segue: Il consumo di pesce non e’ associato con una riduzione della mortalità per malattie coronariche nella popolazione a basso rischio.  Il consumo di 40-60 grammi al giorno di pesce e’ associato con una significativa riduzione della mortalità coronarica nella popolazione ad alto rischio.

Non possiamo esimerci dal notare che tipicamente gli individui ad alto rischio sono anche coloro che hanno una dieta poco salutare e dunque poprio come accade nell’analisi precedente sulla dieta mediterranea, mangiare più pesce può non essere la causa della  minore mortalità in questi soggetti.  Nuovamente dobbiamo dire che la diminuzione di carne e l’aumento di frutta e verdura possono rappresentare la causa del miglioramento della malattia cardiaca e mortalità. Dobbiamo insomma guardare il contesto nel dettaglio cosi come nel suo insieme per capire ciò che accade in ambito nutrizionale.

Manuela Iuliano, MS

Referenze:
1. García-Closas R, Serra-Majem L, Segura R. Fish consumption, omega-3 fatty acids and the Mediterranean diet. Eur J Clin Nutr. 1993 Sep;47 Suppl 1:S85-90. 
2. Appleby PN, Thorogood M, Mann JI, Key TJ. The Oxford Vegetarian Study: an overview. Am J Clin Nutr. 1999 Sep;70(3 Suppl):525S-531S. 
3. 2003 Mar;56(3):274-9. Folsom AR, Demissie Z. Fish intake, marine omega-3 fatty acids, and mortality in a cohort of postmenopausal women. Am J Epidemiol. 2004 Nov 15;160(10):1005-10. 
4. Osler M, Andreasen AH, Hoidrup S. No inverse association between fish consumption and risk of death from all-causes, and incidence of coronary heart disease in middle-aged, Danish adults. J Clin Epidemiol
5. Marckmann P, Grønbaek M. Fish consumption and coronary heart disease mortality. A systematic review of prospective cohort studies. Eur J Clin Nutr. 1999 Aug;53(8):585-90. Review.
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