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La sedentarietà, una piaga sociale


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La sedentarietà è un fenomeno ormai di portata gigantesca; colpisce tutte le fasce di età ed è co-responsabile di numerose patologie di cui oggi la nostra popolazione è afflitta. Il processo evolutivo tecnologico di certo non gioca a favore, soprattutto se non spalleggiato da un’incalzante campagna educativa finalizzata al ripristino di stili di vita salutari.

Per l’essere umano muoversi è sempre stata una NECESSITA’; abbiamo passato milioni di anni spostandoci e sopperendo alle difficoltà attraverso l’uso intenso delle nostre forze, ma oggi non è più così. Il nostro organismo, come ormai noto, ha la capacità di adattarsi ai cambiamenti e questo, per noi, è garanzia di sopravvivenza. La domanda che ritengo giusto farsi è questa: qual è il tempo necessario con cui si può attraversare il cambiamento senza rischiare pesanti ricadute sullo stato di salute individuale e generale?

Come ho già accennato, per milioni di anni il nostro DNA ha registrato nelle sue trascrizioni una costante e a volte estenuante attività fisica, la quale, da sempre, è stata per la nostra specie una caratteristica comune. Negli ultimi decenni le cose sono molto cambiate: ci si sposta con i mezzi di locomozione, si lavora molto spesso da seduti, si fanno attività ludiche nel tempo libero che generalmente non richiedono sforzi e tanto meno attività muscolari incisive e protratte nel tempo. A tutto ciò, come staranno reagendo le nostre cellule? Quali strategie il nostro organismo sta mettendo in atto per fronteggiare questa brusca inversione di marcia alla quale stiamo assistendo?

Molte persone che vengono da me per consulenze individuali o di gruppo, confermano che durante la loro giornata il tempo dedicato all’attività fisica è pressoché inesistente o, nella migliore delle ipotesi, non sufficiente perché essa abbia ricadute positive sulla salute; il dolore muscolo-articolare, inoltre, è anch’esso complice indiscusso di questo fenomeno; infatti, proprio a causa dei dolori, tra l’altro generati da scorretti stili di vita, il movimento non risulta un piacere ma al contrario una forzatura, della quale, in molti, farebbero e fanno volentieri a meno.

Importante nel percorso di allenamento è tenere presenti tutti questi fattori e integrare al meglio l’attività fisica allenante sia essa aerobica, anaerobica alattacida o anaerobica lattacida ad un’attività fisica direzionata alla gestione delle manifestazioni dolorose.

Adesso, con una metafora, provo a spiegare cosa succede all’interno del nostro sistema. Immagina se ad una città, senza preavviso e senza i tempi necessari per una riorganizzazione pianificata, togliessero i rifornimenti alimentari esterni: cosa succederebbe agli abitanti di quella città? Adesso immagina se nel tuo corpo, a causa della sedentarietà improvvisa e indotta subdolamente, buona parte del sangue ristagnasse e non potesse più rifornire di nutrienti le cellule che vivono e lavorano grazie ad essi… che cosa potrebbe succedere loro?

Beh! Come per i cittadini non ci sarebbe un buon prosieguo, inevitabilmente nel corpo si instaurerebbero dei meccanismi di morte cellulare con conseguente intossicazione alla quale, l’organismo stesso, non è detto sia già pronto, anzi! Ricorda che la sedentarietà è un fenomeno molto recente nella vita di noi umani e gli organi addetti alla depurazione, ma non solo loro, non sono ancora pronti per gestire una tale situazione, si affaticano rischiando seriamente di compromettere il buon funzionamento di tutto il sistema.

Negli articoli che seguiranno entrerò meglio nei dettagli, parlerò delle conseguenze patologiche derivanti dalla sedentarietà come ad esempio il diabete e l’obesità; per ora ti lascio riflettere su queste poche righe, con un messaggio finale che ti possa stimolare nello scegliere un cambiamento sano e che porterà inevitabilmente a migliorare la tua vita e la sua qualità.

Muoversi non è solo una necessità ma anche un piacere; un piacere che fa bene e che ti ridarà gioia e serenità; è una cosa che possono fare tutti, indistintamente dall’età e dai dolori, il segreto è nel trovare il giusto equilibrio, nel programmarsi i giusti obiettivi e nel saper rispettare i tempi che necessitano per far sì che i risultati possano arrivare.

 

Obeso

Dott. Luca Mongiardini

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