Illustrazione: ingrandimento batteri

Autoimmunità: cosa possiamo fare?

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Autoimmunita’: in ordine di apparizione ecco Hashimoto, Lupus, Sjogren’ s, APL secondaria, Cirrosi biliare primaria, Epatite autoimmune, Graves, Sclerodermia, Artrite Reumatoide, APL primaria, porpora trombocitopenica, Sclerosi Multipla e Miastenia gravis etc. Con particolare simpatia per le donne rispetto agli uomini. Una curiosità? Secondo l’Associazione delle Malattie Autoimmuni il 45% della popolazione con tali malattie e’ stata considerata IPOCONDRIACA durante le prime fasi della malattia stessa. Avete compreso bene, questi poveretti andavano dal medico con delle lamentele riguardo alle varie manifestazioni dolorose e venivano liquidati come seccanti e fissati. Ma non e’ finita… sempre secondo la stessa fonte (AARDA) ci vogliono circa 4.6 anni perché finalmente venga diagnosticata la malattia e, sempre in media. dopo aver girato 5 dottori!! Se qualcuno vuole usare qualche consona ma colorita espressione dialettale per rappresentare tale situazione si accomodi pure nei commenti. Un sorriso fa bene a tutti 😉
Andiamo avanti….cosa hanno in comune queste apparentemente diverse patologie? L’infiammazione. Ebbene si’ oggi si comprende come essa rappresenti un aspetto centrale nella patofisiologia di un grande ventaglio di condizioni come l’obesità, il diabete mellito, l’arteriosclerosi, l’ipertensione, Alzheimer, Parkinson, cancro, depressione e autismo. Anche la stessa fragilità connessa con l’invecchiamento biologico e forse l’invecchiamento in se’, sembra risultare da un effetto cumulativo infiammatorio. Ma torniamo alla nostra autoimmunita’. Sono 3 i fattori necessari perché si scateni l’ Eziologia:
1) un intestino iper-permeabile.
2) una predisposizione genetica
3) e quello che si chiama il trigger ambientale ossia un meccanismo di innesco, (la perdita di un affetto ad esempio…)
Cosa possiamo fare per migliorare la nostra situazione, per guarire, per fermare il processo innescato? SI PUO’ FARE TANTO. Lo possiamo fare con una terapia anti-infiammatoria innanzitutto che tenga conto della particolare individualità del paziente in questione, con le sue allergie, intolleranze o sensitività, si può aiutare la guarigione intestinale riparando la membrana e rendendola meno permeabile, possiamo migliorare il microbiota, e si possono utilizzare per far questo anche degli integratori specifici, piante officinali etc. Sapete ad esempio che nelle malattie autoimmuni, oltre alla perdita della tolleranza, troviamo uno squilibrio delle citochine Th1 e Th2 in aggiunta al ruolo della flora intestinale? La medicina funzionale ha individuato cibi che possono aiutare più l’immunità cellulare mediata quindi quelle “capeggiate” dalle Th1( INF-gamma, IL-2, IL-12) oppure quella umorale ossia quelle “capeggiate” dalle Th2 (IL-4, 5,6,10).  Una corretta nutrizione potrà fare tantissimo nell’ evitare che l’ago della bilancia cada più da una parte o dall’altra perché e’ critico che siano o entrambe soppresse o entrambe attive.
Non abbiamo bisogno di sopprimere l’ infiammazione ma di modulare il sistema!

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